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I C.E.O.D.

I C.E.O.D.
Centro Educativo Occupazionale Diurno


 

IL Progetto
Il  progetto colloca questa struttura nell’ambito "lavorativo", dove gli interventi educativi sono da considerarsi rivolti all’evoluzione della persona più che all’addestramento del singolo al compito. La metodologia educativa parte dal presupposto che nel percorso formativo non sia possibile separare la dimensione educativa da quella lavorativa.
Le strategie di intervento, trovano il loro essere, proprio nel lavoro e nelle occasioni che presenta.
Il progetto è basato su tre considerazioni fondamentali:
1- l’insufficienza mentale, è un sintomo che denuncia anche una difficoltà a rispettare i normali ritmi e livelli di apprendimento dei concetti espressi attraverso il linguaggio verbale. Dobbiamo essere noi a predisporre i percorsi che sviluppano l’acquisizione dei concetti;
2- l’integrazione non può avvenire attraverso una riduzione e semplificazione del progetto formativo, quindi del ruolo che la persona può assumere utilizzando tutte le risorse di cui dispone;
3- l’intervento educativo attuato dal nostro centro considera la persona ancora in divenire, ancora potenzialmente inespressa e si propone di agevolare questa maturazione delle abilità sia lavorative che sociali prima di procedere ad eventuali inserimenti nel contesto produttivo.

Linee guida
Il rapporto educativo ed il progetto formativo devono rispettare la persona, i suoi tempi di apprendimento, i suoi ritmi di impegno.Il fare, che è un linguaggio concreto, permette una comunicazione più comprensibile ed un’acquisizione di conoscenze, che consentono la maturazione dei concetti, quindi del pensiero.
L’attività mentale della figurazione, stimolata da una professionale qualità del fare, porta ad un ordine mentale che è premessa al rapporto corretto con la realtà.
Ogni persona risponde positivamente, quindi con gratifica, alle richieste se queste sono dimensionate alle proprie possibilità di risposta.
La qualità del fare che ricerchiamo, si trova nel processo formativo che viene attuato nella “Bottega Artigiana”.
L’esercizio dell’attività coscienziale porta a riconoscere nelle proprie azioni la causa del cambiamento delle cose.

La professionalità del disabile è intesa come capacità di attuare normalmente quei gesti e quei compiti che egli è in grado di svolgere.









Obiettivi del Centro
1. A lungo termine
Offrire ai disabili un luogo dove possa avvenire l’integrazione tra handicap e mondo produttivo, intendendo l’integrazione come l’opportunità di realizzazione del sé. Questa opportunità, per essere rispettosa della persona disabile, deve configurarsi come luogo dove ognuno possa far ciò che è in grado di fare, acquisire il senso del ruolo e conseguentemente dignità, equilibrio e benessere psicofisico.
Tale obiettivo, può considerarsi tanto più raggiunto quanto più il prodotto dello sforzo lavorativo, riesce a divenire elemento di contatto con il contesto sociale e di affermazione professionale.
Tendere allo sviluppo completo della persona disabile, attraverso il consolidamento ed il potenziamento delle abilità ancora presenti in un corretto rapporto con la realtà.
Conoscere le reali possibilità di ogni singolo, individuandone le potenzialità inespresse.
Sviluppare l’attività mentale della figurazione, quale strumento di confronto tra le cose che costituiscono la realtà nel compito lavorativo e permettono di rilevare il cambiamento prodotto dal proprio operare su di esse.
Dare al disabile un ruolo spendibile nel contesto sociale.

  
2. A medio termine
Per raggiungere questi obiettivi a lungo termine i progetti educativi e tecnico didattici dovranno tendere a:
- promuovere l’acquisizione della cultura del compito su cui costruire la competenza concettuale e verbale necessaria a comprendere e comunicare processi e risultati;
- sviluppare l’esercizio dell’attività coscienziale che porta a riconoscere nelle proprie azioni la causa del cambiamento delle cose;
- acquisire la capacità di autocritica, ancora possibile, quale potenziale da spendere nel rapporto con la struttura, con la famiglia e con il contesto sociale.
 
Questi sono obiettivi tendono a sviluppare nel disabile la maturazione del sé ovvero la valutazione della realtà, il potenziamento delle attività mentali, la modalità di soluzione del problema, il tipo di apprendimento, l’acquisizione di strategie di convivenza come modalità relazionali.
Attraverso poi l’attività mentale della figurazione vengono potenziati i processi di discriminazione, comparazione: confronto e categorizzazione della figura e delle sue parti; l’interiorizzazione dei concetti costitutivi delle cose: grande-piccolo, grosso-fine, alto-basso, lungo-corto, poco-tanto, leggero-pesante, davanti-dietro, destra-sinistra, sopra-sotto, vicino-lontano, dentro-fuori, ... caratteristiche topologiche queste che risultano, non specifiche dell’oggetto ma conseguenti ad attività che noi facciamo nei confronti dell’oggetto ecc ... .
Infine il raggiungimento della professionalità intesa come capacità di svolgere normalmente quei gesti, quelle attività, assumere quelle posture e quel rapporto con mezzi e materiali che la disabilità può  permette di assumere, ed attuare quella coscienza del compito e del processo produttivo (fasi lavoro), requisito indispensabile al proprio inserimento in una attività produttiva.



3. Obiettivi specifici
Il raggiungimento degli obiettivi a lungo ed a medio termine, non potrà prescindere dal completamento delle abilità espresse durante il precedente iter formativo. Iter svolto nei centri di formazione professionale e verificate nel nostro contesto attraverso uno scrupoloso lavoro di osservazione che verrà svolto con l’ausilio di alcune schede come:

- la scheda di osservazione e valutazione del compito da proporre all’utente attraverso un’indagine ergonomica svolta prima nelle opportunità di inserimento lavorativo e quindi in sede per stabilire criteri di valutazione comuni alle due realtà;

- la scheda di osservazione struttura funzionale dell’utente per comprendere le modalità di intervento formativo più adeguate;

- la scheda di osservazione del profilo ergonomico che attraverso la formazione l’utente viene a sviluppare per compararlo con le opportunità di inserimento lavorativo presenti nel territorio e, nelle possibilità, procedere ad un inserimento mirato.


 
Il     Personale
La figura fulcro del Servizio CEOD  è l’Operatore che imposta la propria attività attraverso:
· l’analisi: attuata mediante la ricerca e l’individuazione delle capacità possedute dal soggetto, del livello di maturazione raggiunto, delle difficoltà emotive, intellettive e di socializzazione avendo come riferimento le attitudini e le potenzialità del singolo;

· la programmazione: secondo obiettivi sequenziali; individuando quei percorsi da perseguire che si concretizzano in abilità possibili  da raggiungere;
· la verifica: è un momento, più che di giudizio di lavoro fatto, di valutazione circa i risultati formativi raggiunti nell’evoluzione comportamentale e formativa. Nell’unità operativa vi possono operare dei volontari, il loro operare non è in sostituzione dell’operatore ma di affiancamento a quanti operano nel servizio.




 
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